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Profumi, alimenti e cosmetica: ecco come rinascono le bucce d'arancia

Niente si butta, tutto si trasforma: una ricerca congiunta con l'Università, che ha visto coinvolto anche il nostro Istituto grazie alla partecipazione del prof. Danilo Falconieri, spiega come utilizzare le bucce d'arancia, reimpiegandole nell'industria alimentare o cosmetica.

La ricerca è stata selezionata come articolo di copertina dall'ultimo numero del 2016 della rivista Green Chemistry, un'importante osservatorio scientifico internazionale che si occupa della cosiddetta chimica verde, ovvero della chimica ecosostenibile.

Partendo dalla necessità di riutilizzare gli scarti della frutta, i ricercatori hanno messo a punto un innovativo processo estrattivo che permette di ottenere, dalle biomasse di scarto, prodotti di elevato interesse commerciale. Un esempio è il riciclo della buccia d'arancia, che si può riutilizzare nell'industria cosmetica, profumiera e alimentare.

I processi estrattivi esaminati prevedono l'azione congiunta di microonde e ultrasuoni sugli scarti alimentari, dando buoni risultati in termini di rese e permettendo un elevato risparmio energetico rispetto ai metodi convenzionali. In particolare, l’approccio più promettente è quello che, sfruttando l’acqua naturalmente presente nella buccia di arancia, permette anche un risparmio idrico rispetto alle procedure attualmente in uso.

Gli autori dello studio sono Celia Duce, Josè González-Rivera, Alessio Spepi e Maria Rosaria Tinè, del Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa; Iginio Longo dell’Istituto Nazionale di Ottica (INO), CNR di Pisa; Carlo Ferrari e Alessandra Piras del Dipartimento di Chimica e Geologia dell’Università di Cagliari; Danilo Falconieri dell’Istituto di Istruzione Superiore “Michele Giua”.