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Gli Studenti-imprenditori del Giua di Cagliari raccolgono nuovi successi

BioOil J.A.

Gli Studenti-imprenditori dell’Istituto Giua di Cagliari vincitori di “Impresa in azione” edizione 2014 con l’Impresa BioOil, dopo aver rappresentato la Sardegna nella manifestazione nazionale, sono stati selezionati per partecipare alla trasmissione "Next - The Innovation Game", in onda  su Repubblica TV.

La trasmissione racconta le grandi storie di innovazione che stanno cambiando l'Italia e, al suo interno, riserva uno spazio dedicato ad una startup competition riservata a studenti under 20, The Innovation Game, appunto. Sono 16 i progetti selezionati per la competizione, due per volta, ad eliminazione diretta, giudicati da una giuria composta da Antonio Perdichizzi (Italia Startup, Confindustria Giovani) e Silvia Vianello (SDA Bocconi, Politecnico di Milano). In palio, un viaggio nella Silicon Valley per il team vincitore alla fine di agosto e, per i team che si saranno particolarmente distinti, la possibilità di un aiuto per la realizzazione della startup.

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L'articolo pubblicato su Repubblica.it

"Dall'olio fritto facciamo biodiesel". Dieci studenti sardi pensano l'energia verde.

Un'idea nata per caso potrebbe migliorare la salute dell'ambiente e l'economia della Sardegna: ricavare energia sostenibile da olii di scarto. Così alcuni ragazzi dal cuore verde si immaginano l'isola del domani

di GIAMPAOLO COLLETTI

I ragazzi dell'Istituto Michele Giua di Cagliari e il progetto Bio Oil "Ma lo sapete che dall'olio fritto si può fare il biodiesel?", ha detto Valentina un giorno in pausa pranzo mangiando patatine fritte. E' bastata questa sua affermazione a far scattare l'idea. Così quasi per caso è nato un progetto destinato - si spera - a lasciare un segno. Così si augurano gli studenti cagliaritani artefici di Bio Oil, idea dal cuore verde in gara allo 'Startup Junior Club' in programma nel nuovo appuntamento di The Innovation Game. Si tratta di olii fritti esausti che diventano energia verde e che in fondo possono generare un nuovo business.

Nella bellissima terra sarda, che non eccelle però per progetti legati all'economia green, un gruppo di studenti si inventa un modo originale per riciclare prodotti di scarto trasformandoli in energia. "Quando Valentina ci ha raccontato una delle lezioni sui combustibili abbiamo provato ad immaginare il progetto e poi anche una nuova economia sostenibile", racconta Francesco Pigozzi, nato a Cagliari e con la passione per i social media  -  Facebook e Instagram in testa  -  e per la montagna.

Da grande Francesco vorrebbe diventare un businessman. Attento alle tematiche dell'ambiente, però. "La mia vera passione è l'economia e sono affascinato dal mondo del business. Ho una buona dose di determinazione e un po' di sfacciataggine, e questo mi porta spesso a raggiungere i miei obiettivi. Spero mi serva anche in questa nuova sfida", racconta Francesco. Il suo gruppo di lavoro ha coinvolto studenti dall'Istituto Michele Giua di Cagliari di vari indirizzi: liceo, chimica dei materiali e biotecnologie ambientali. "E' proprio questa diversità che ci ha permesso di avere una visione più ampia dell'idea che abbiamo sviluppato", precisa. Contaminazione di competenze fondamentale per i dieci ragazzi  del team. "Non abbiamo scoperto nulla di nuovo. Il processo esiste già, ma non da noi. Noi abbiamo fatto una proposta per tutelare il nostro territorio da ulteriori inquinamenti e contemporaneamente per recuperare risorse altrimenti sprecate. Ecco, in questo modo potremmo migliorare anche la situazione economica della nostra isola".

Francesco, cosa vi aspettate da questo progetto?
"Difficile dirlo. A mano a mano che ci lavoravamo ci siamo resi conto che non si trattava solo di progettare un'eventuale fonte di reddito, ma una vera impresa per promuovere un cambiamento di mentalità".

La lezione più importante di questo viaggio?
"Abbiamo capito che l'investimento preliminare è l'informazione e la formazione della popolazione. Per esempio abbiamo ipotizzato di poter essere noi stessi, visto che all'interno del gruppo sono presenti chimici ambientali, ad operare nelle scuole con accordi stipulati con l'Ufficio scolastico regionale. Puoi posizionare tutti i punti di raccolta che vuoi, usando tutti i soldi che vuoi, ma se l'individuo continua a gettare l'olio nel lavandino, non serve a nulla. Ecco forse la risposta è qui: il valore è inestimabile perché incide sulla nostra formazione culturale".

La vostra mission?
"Lasciare il mondo migliore alle generazioni che verranno dopo di noi. Quando abbiamo intrapreso questa avventura avremmo risposto secondo la nostra mission, ossia impiantare nel territorio sardo un'attività inesistente nel campo della green economy. Da allora è passato più di un anno, siamo maturati e, pur continuando a crederci, abbiamo capito che c'è tanto attorno. Allora era un progetto scolastico, ma realizzarlo è tutt'altra cosa. E non parliamo solo di finanziamenti. Si tratta di avere una solida preparazione finanziaria, amministrativa, legislativa. L'entusiasmo non basta".

Qual è la tua formula dell'innovazione?
"Innovazione per me significa indurre un cambiamento, dare una risposta ad un bisogno dell'individuo o della collettività per un miglioramento della vita".

NEXT - The Innovation Game

La competizione ha visto 16 startup di giovani studenti italiani che si sono scontrati tra loro durante la trasmissione televisiva trasmessa da RepubblicaTV. La BioOil ha avuto il merito di arrivare sino alle semifinali.

Le puntate a cui ha partecipato la BioOil su Repubblica.it: