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Giornalista per un giorno

Fotografia della premiazione

Cristian Zurru, sedici anni, studente della 2a A del Liceo Tecnico della sede di Cagliari, ha vinto il primo premio del concorso nazionale scolastico "Giornalista per un giorno", bandito da Albo scuole - La voce della scuola. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 20 marzo 2004 presso l'Hotel Cavalieri Hilton di Roma, dove lo studente ha ricevuto una targa ricordo dalle mani di un ufficiale dell'Arma dei Carabinieri.

Traendo spunto dall'articolo premiato "Basta alla guerra: salviamo la pace", pubblicato nel periodico del corso sperimentale Liceo Tecnico e inviato on line alla redazione del concorso, l'ufficiale ha ricordato la strage di Nassirya ed il sacrificio dei nostri militari, sottolineando l'importanza dell'impegno dei più giovani a salvaguardia della pace. Ne è convinto Cristian col suo sogno di un'isola che non c'è, ma che possiamo forse trovare se ci impegnamo, luogo di pace e di gioia di vivere.

La manifestazione ha visto presenti i rappresentanti di 18 scuole italiane provenienti da tutta Italia accompagnati da studenti, genitori e docenti che hanno ritirato il premio alla presenza di autorità del mondo della scuola, del lavoro e della stampa.

Basta alla guerra: salviamo la pace

Riportiamo di seguito l'articolo che ha vinto il concorso: "Basta alla guerra: salviamo la pace" di Cristian Zurru.

Non ci sono parole per descrivere l'angoscia, la rabbia, il dolore, la paura, ma allo stesso tempo il coraggio e l'orgoglio che si provano in momenti come questi.

In questi giorni di tragedia, migliaia di persone, fiori e messaggi davanti alle caserme, tricolori alle finestre… l'Italia si è stretta intorno alle famiglie dei 19 uomini, soldati, ma anche civili, che hanno tragicamente perso la vita in Iraq, a Nassiriya, in un vile e brutale attentato terroristico.

Oggi, martedì 18 novembre, i funerali di questi "Eroi della Pace", nella Basilica di S. Paolo a Roma; davanti, una folla di migliaia di persone (si parla di circa 300.000), lì, a dare il loro appoggio alle famiglie delle vittime in primo luogo, ma anche per sostenere e dare prova del loro orgoglio verso questi eroi: mariti e padri, ma anche giovani (il più giovane aveva appena 22 anni).

Che tragedia! I nostri non erano in guerra, né stavano aizzando il popolo iracheno contro un governo o un partito… loro erano in 'missione per la pace': prestavano soccorso ai feriti, ai disabili e ai malati, aiutavano le famiglie più disagiate, soccorrevano i bambini e procuravano loro generi di prima necessità, vestiti e quant'altro.

Purtroppo però, l'imprevedibile! Come reagiamo noi, ora più che mai vicini a tali tragedie, allo squallore della guerra? Molte e diverse sono le opinioni al riguardo, ma alla fine è soltanto una la principale e comune preoccupazione: finiranno mai le guerre? Riusciremo un giorno ad ottenere la pace?

Le perplessità da parte di scettici e critici sembrano purtroppo essere ben fondate e radicate, ciò nonostante la maggior parte delle persone ha fede e speranza che un giorno tutto si risolverà, che l'uomo, in qualche modo, anche se remoto, riuscirà ad evitare il peggio: l'autodistruzione!

È vero, può sembrarci una parola un poco esagerata, ma è veramente così? O è in effetti una realtà che oggi più che mai, alla vista dei nuovi sviluppi in Medio Oriente, l'uomo rischia l'estinzione di quelli che una volta erano i princìpi fondamentali, quelli cardine del singolo individuo e quindi di una nazione, quali: rispetto, amore e unità verso il prossimo?

Tale domanda non può trovare risposta più soddisfacente se non nel cuore di ognuno di noi. 'Guerra' e 'Pace', un ormai identificato eterno litigio fra 'Bene' e 'Male'.

Molti hanno contestato fin dall'inizio la guerra promossa dall'America di Bush contro l'Iraq di Saddam pensando alle inevitabili conseguenze cui si andava incontro. Alla fine, sarà vinta la guerra, o persa la pace?

Un'importante domanda che tutti dovrebbero porsi! Una nota fiaba narra di un luogo meraviglioso, un luogo incantato dove regnava solo la pace e la gioia di vivere. Un regno che nella fiaba è popolato da una 'banda' di bambini amanti dell'avventura e sprezzanti del pericolo, che hanno sempre la meglio sugli unici 'cattivi' del luogo, i pirati.

La fiaba citata è quella di "Peter Pan" e il fantastico luogo da cui egli proviene viene chiamato "l'Isola che non c'è". Oggi la realtà è ben diversa! Guerre, attentati, fame, inquinamento, malattie, devastazioni di ogni tipo, rovinano il mondo: la Terra su cui viviamo e noi.

Gli scienziati temono per una catastrofe di portata mondiale se non addirittura peggio, il tutto a causa dell'indifferenza dell'uomo, della sua mania di grandezza e di predominio sugli altri.

Gli errori che ha fatto in passato non gli sono serviti da monito, come esempio negativo da non imitare, bensì questi possono essere rappresentati benissimo da dei calchi di gesso sui quali oggi l'uomo ripercorre la sua storia, segnata e caratterizzata da continue lotte e guerre separate da brevi intervalli, la così anelata pace! Io credo e sono convinto che la Terra, malgrado le negative previsioni future, non svanirà, non sarà distrutta dalla testardaggine dell'uomo.

Ad un certo punto si dirà basta per sempre alle sofferenze che oggi affliggono l'umanità e si avvereranno le parole incise su un muro della United Nations Plaza a New York, riportate dalla scrittura biblica di Isaia 2:4, secondo cui "si faranno delle spade vomeri e delle lance cesoie per potare: nazione non alzerà la spada contro nazione e non impareranno più la guerra".

Che bella speranza! Con tale prospettiva i fatti che avvengono nel mondo hanno per noi che li percepiamo un significato diverso e particolare.

Col cuore affranto per la tragedia avvenuta a Nassiriya agli Italiani in missione di soccorso, ci uniamo tutti con voce solenne, come un coro ben uniforme, nel pregare per la pace e fin d'ora a promuovere i suoi interessi anche nelle più piccole cose, a partire dai più semplici ma sempre ben accetti gesti: mostrando sincero rispetto e apprezzamento verso le forze dell'ordine che operano per noi, mostrando forse maggior altruismo e onore verso tutti, incluse le persone più anziane di noi, con una certa esperienza di vita alle loro spalle, e magari cercando di imparare da loro, cercando di non ripetere gli stessi errori dei nostri avi.

Cerchiamo in tutti i modi possibili di salvare noi stessi il nostro mondo, "l'Isola che c'è" e che vuole essere presente e viva in ognuno di noi! 

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